Fra fine ottobre e novembre le colline dell’Astigiano diventano rosse e la nebbia le taglia a metà. È il momento in cui il Monferrato smette di essere una cartolina e diventa un posto dove stare un giorno intero, piano, con una bottiglia da capire e una tavola dove sedersi. Un itinerario per chi ha un feriale libero e non vuole il pullman.
C’è un modo di andare in Piemonte d’autunno che è quello delle sagre: si parcheggia lontano, si cammina in fila, si mangia in piedi. E c’è un altro modo, che è quello di scegliere un martedì di novembre, un paese solo, e non chiedergli più di quello che può dare in una giornata. Nizza Monferrato è fatta per il secondo. Ha una piazza lunga, un vino che porta il suo nome, colline che a novembre hanno il colore della ruggine, e un ristorante che conosce chi ci abita. A dieci minuti di strada c’è Canelli, che tiene sotto terra le sue cantine più belle. Basta.
i · Il coloreIl rosso viene dopo la vendemmia
La vendemmia qui parte ad agosto, con il Moscato, e si chiude a settembre: chi arriva a vendemmia in corso trova le cantine occupate e i filari con l’uva. Il paesaggio che vale il viaggio arriva dopo: le foglie della Barbera virano al rosso e al rame, quelle del Moscato al giallo, e per due o tre settimane le colline sono a strisce. Poi, in una notte di vento, le foglie sono a terra e resta il disegno nudo dei filari, che è un altro spettacolo e dura fino alla potatura. La nebbia del mattino sta nelle valli e lascia scoperte le creste: dalle strade alte fra Nizza, Vinchio e Vaglio Serra si guarda dall’alto.
Queste colline sono dentro il sito UNESCO «I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato», iscritto nel 2014. Il sito ha sei componenti e due sono qui: «Nizza Monferrato e il Barbera» e «Canelli e l’Asti Spumante». Non è una targa: è il motivo per cui i filari tengono ancora le forme di un secolo fa e non ci sono capannoni in cresta.
Un giorno feriale fra la fine di ottobre e la metà di novembre. Il colore non ha data fissa: dipende dalle prime notti fredde. Se si può scegliere la settimana all’ultimo, si sceglie quella dopo la prima gelata.
ii · Il vinoNizza: una Barbera che ha smesso di chiedere permesso
Il Nizza è una denominazione giovane con una storia lunga. Fino al 2014 era una sottozona della Barbera d’Asti Superiore; dal 2014 è una DOCG a sé, Barbera al cento per cento, con un affinamento minimo di diciotto mesi (trenta per la Riserva). È il tentativo, riuscito, di dire che la Barbera di queste colline non è il vino da tavola della Bassa ma un rosso da tenere in cantina qualche anno. In enoteca a Nizza si trova la produzione di decine di cantine piccole; conviene chiedere due bottiglie di due colline diverse e berle a distanza di un mese, a casa, con calma. È il modo di continuare il viaggio dopo il viaggio.
iii · La tavolaLe Due Lanterne, e non è pubblicità
A Nizza si mangia da Le Due Lanterne. Lo dico perché ci sono stato e ci torno, non perché qualcuno me lo abbia chiesto: nessun rapporto commerciale, nessuno sconto, nessun invito. È una trattoria di paese che sta nella Guida Michelin e che fa la cucina piemontese senza spiegarla: agnolotti del plin, carne cruda battuta al coltello, un bollito d’inverno, la finanziera per chi ha il coraggio, e la carta dei vini che è un catalogo del Nizza. Si prenota, perché il martedì di novembre è il giorno in cui ci vanno quelli del posto. Ci si siede a mezzogiorno e mezzo e ci si alza alle tre: è il ritmo giusto, e il pomeriggio è ancora lungo.
iv · Sotto terraCanelli: le cantine che chiamano cattedrali
Canelli è a un quarto d’ora. Sotto il paese corrono le gallerie scavate nel tufo dove per un secolo e mezzo si è fatto lo spumante italiano: le chiamano Cattedrali Sotterranee, e sono la seconda componente UNESCO di questa giornata. Due si visitano bene e su prenotazione: Contratto, fondata nel 1867, in via Giuliani, e Coppo, dal 1892, in via Alba. La visita dura circa un’ora, si fa con una giacca perché sotto fa fresco anche in estate, e finisce con un calice. Prenotare prima, per telefono o dal sito della cantina: il feriale di novembre è il giorno in cui la visita è per pochi, ed è il motivo per cui si va di martedì.
v · Il tempoPerché un martedì
Tutto quello che c’è scritto sopra si può fare di sabato. Costa il doppio del tempo e rende la metà. Il feriale è la condizione dell’andare piano, e il feriale libero è la cosa che chi lavora in proprio dice di non avere. In realtà lo ha: il martedì di novembre in cui nessuno chiama è solo il martedì in cui il telefono lo tiene qualcun altro, e l’agenda è stata svuotata la settimana prima. Il Monferrato non chiede molto. Chiede una giornata intera, e che sia tua.
Regge
- Un feriale, un paese, quattro tappe. Non di più.
- Prenotare la tavola e la cantina: il feriale è vuoto solo se lo si prende per tempo.
- Due bottiglie di due colline, da bere a casa a un mese di distanza.
- La giacca per le cantine e le scarpe per le strade alte.
Va fermato
- Il sabato di ottobre delle sagre: fila, pullman, piatti di plastica.
- Cinque cantine in un giorno: se ne ricorda una.
- Arrivare ad agosto o settembre per la vendemmia: le cantine lavorano, il colore non c’è ancora.
- Il telefono acceso al tavolo.
Scheda pratica
| Dove | Nizza Monferrato (AT) e Canelli (AT), Piemonte. Da Brescia circa due ore e mezza d’auto; da Modena circa tre. |
| Quando | Feriale fra fine ottobre e metà novembre, dopo la prima gelata; il colore non ha data fissa. |
| UNESCO | Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, 2014. Componenti qui: Nizza Monferrato e il Barbera; Canelli e l’Asti Spumante. |
| Il vino | Nizza DOCG (dal 2014, prima sottozona della Barbera d’Asti Superiore): Barbera 100%, affinamento minimo 18 mesi, Riserva 30. |
| La tavola | Le Due Lanterne, Nizza Monferrato, in Guida Michelin. Prenotare. Nessun rapporto commerciale con l’autore. |
| Le cantine | Contratto (1867), via G.B. Giuliani 56, Canelli, visite su prenotazione (visit.contratto.it). Coppo (1892), via Alba 68, Canelli, visite tutti i giorni solo su prenotazione (visit.coppo.com). |
| Cosa portare | Una giacca per le gallerie, scarpe da strada bianca, una scatola per le bottiglie. |
