Ogni estate la rete cede e parte la caccia all’untore: troppi condizionatori. È una spiegazione comoda e sbagliata. La rete non salta perché consumi troppo – salta perché i cavi sotto l’asfalto non reggono il caldo. E finché non la sistemano, l’unica cosa che puoi davvero proteggere è l’impianto di casa tua.
Torna il caldo, torna il buio. E torna, puntuale, la spiegazione più comoda: “colpa dei condizionatori”. Spegnili, abbassa i consumi, e la rete regge. È un messaggio che sposta la responsabilità su di te e lascia in pace chi la rete dovrebbe tenerla in piedi. Peccato che, sui numeri, non torni.
i · La causa veraI cavi che friggono sotto l’asfalto
Il problema non è la quantità di corrente che serve: la capacità di produrla c’è. Il problema è portarla fino a casa. Le reti di distribuzione delle città italiane sono in buona parte cavi interrati posati tra gli anni Sessanta e Ottanta, non pensati per i consumi di oggi e, soprattutto, per queste temperature. Quando l’asfalto resta rovente per giorni e non piove, il terreno intorno ai cavi non riesce più a smaltire il calore: l’isolante si degrada, i giunti che uniscono i vari tratti cedono, e la protezione stacca la sezione.
Non è un problema di quanta corrente serve. È un problema di caldo che, di notte, non se ne va.
e-Distribuzione lo ha confermato: sovraccarico più surriscaldamento dei cavi, e scatta l’isolamento automatico dei tratti di media tensione. Nella sola area Milano-Brescia-Bergamo si sorvegliano circa 15.000 chilometri di cavi: prevedere dove cederà il prossimo è quasi impossibile. Ogni riparazione, per giunta, aggiunge un giunto nuovo – cioè un altro punto fragile.
ii · La fake newsCosa c’entrano davvero i condizionatori
Allora i condizionatori non c’entrano niente? Non esattamente – ed è giusto dirlo, senza ribaltare una fake news in un’altra.
Il mito
Se tutti accendono il condizionatore la rete non regge e salta la corrente. Spegnendoli si evitano i blackout.
Come stanno le cose
I condizionatori alzano i consumi – nella prima settimana di caldo +4,4%, con un picco di 56,82 GW il 29 giugno 2026, record dell’anno. Ma la corrente c’era: a cedere non è la produzione, sono i cavi surriscaldati. Spegnere il condizionatore non raffredda il cavo sotto l’asfalto.
Detto questo, il condizionatore non è innocente: consuma, e scarica fuori il calore che contribuisce a rendere la città un forno. Ma una cosa è l’impatto sui consumi e sull’ambiente, un’altra è la causa del blackout. Confondere le due serve solo a non guardare dov’è il problema vero: la rete.
iii · I tempiPerché non si risolve in pochi giorni
I gestori investiranno, questo è certo. Terna – la rete di trasmissione ad alta tensione – ha messo a piano oltre 23 miliardi di euro in dieci anni, con le opere principali operative entro il 2030. Ma attenzione a non confondere i piani: quei miliardi riguardano soprattutto trasporto, interconnessioni e rinnovabili, non i cavi di media e bassa tensione che friggono sotto le tue strade. Quelli sono un’altra rete – la distribuzione – e sostituire chilometri di cavi urbani è lento, costoso, e si fa un tratto per volta.
Tradotto: gli interventi arriveranno, ma non domani e non ovunque insieme. Nemmeno in una grande città puoi aspettarti che il problema sparisca in pochi giorni. Nel frattempo, l’estate è adesso. Ed è qui che smetti di aspettare gli altri e guardi al tuo impianto.
iv · La tua difesaCosa puoi proteggere davvero
La buona notizia è questa: la rete non la aggiusti tu, ma l’impianto di casa tua sì. Con una precisazione che quasi nessuno fa: il contatore non è tuo, è del distributore. Quello che proteggi è tutto ciò che sta a valle – il quadro, l’impianto, gli apparecchi. È lì che i blackout e, molto peggio, gli sbalzi di tensione fanno danni.
Vale la pena insistere sul neutro, perché è il caso di cui nessuno parla e quello che fa i danni peggiori. In un impianto in tensione, il neutro è il filo che tiene i 230 V al loro posto. Se si interrompe a monte – un guasto tipico quando la rete è sotto stress – le tue prese possono trovarsi improvvisamente a tensioni molto più alte. Non è un lampo che passa: è una tensione sbagliata che resta, finché qualcosa non brucia. È l’unico scenario in cui, in pochi secondi, salta tutto ciò che era acceso.
v · Le buone praticheQuando manca la luce – e quando torna
- Stacca gli apparecchi sensibili. Il danno vero spesso non arriva col buio, ma col ritorno di tensione: una sovratensione improvvisa che frigge l’elettronica. Se sei in casa e va via la corrente, stacca prima di aspettare che torni.
- Non riattaccare tutto insieme. Riaccendi gradualmente, per non far scattare di nuovo l’impianto con lo spunto simultaneo dei carichi.
- Occhio ai buchi di tensione. Un abbassamento prolungato (brownout) manda in sofferenza i compressori – frigo, congelatore, condizionatore, pompa di calore – più di un blackout secco. Il ronzio e le luci che calano non sono un dettaglio.
- Frigo e congelatore chiusi. Tengono il freddo diverse ore se non li apri: non svuotarli al primo buio.
vi · Il puntoMetti in sicurezza ciò che è tuo
La rete elettrica non è un tuo problema da risolvere, ed è onesto dirlo: non la sistemi tu, e non la sistemano in pochi giorni. Ma smettere di cercare il colpevole – il vicino col condizionatore acceso – e mettere in sicurezza ciò che è tuo, quello sì, lo puoi fare adesso. È la differenza tra subire l’estate e attraversarla.
Su un immobile che gestiamo, d’estate l’impianto elettrico è un punto debole vero. Ce ne siamo occupati prima che ce lo ricordasse un guasto. È il tipo di cosa che si vede solo se ci passi dentro.
In breve
| Causa dei blackout estivi | Surriscaldamento dei cavi interrati (rete di distribuzione vecchia), non mancanza di produzione |
| Condizionatori | Alzano i consumi, non fanno saltare la rete |
| Picco 2026 | 56,82 GW il 29 giugno (record dell’anno); consumi +4,4% |
| Investimenti | Terna oltre 23 mld in 10 anni (trasmissione), opere chiave entro il 2030 – non i cavi urbani a breve |
| Cosa proteggi tu | L’impianto a valle del contatore (che è del distributore) |
| Le quattro difese | SPD tipo 2 (CEI 64-8), protezione da mancanza neutro, differenziale, UPS/stabilizzatore |
| Regola d’oro | Il danno arriva col ritorno di tensione: stacca gli apparecchi sensibili |
