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Nizza Monferrato, quando le foglie sono a terra

·Federico Balestrieri

Fra fine ottobre e novembre le colline dell’Astigiano diventano rosse e la nebbia le taglia a metà. È il momento in cui il Monferrato smette di essere una cartolina e diventa un posto dove stare un giorno intero, piano, con una bottiglia da capire e una tavola dove sedersi. Un itinerario per chi ha un feriale libero e non vuole il pullman.

C’è un modo di andare in Piemonte d’autunno che è quello delle sagre: si parcheggia lontano, si cammina in fila, si mangia in piedi. E c’è un altro modo, che è quello di scegliere un martedì di novembre, un paese solo, e non chiedergli più di quello che può dare in una giornata. Nizza Monferrato è fatta per il secondo. Ha una piazza lunga, un vino che porta il suo nome, colline che a novembre hanno il colore della ruggine, e un ristorante che conosce chi ci abita. A dieci minuti di strada c’è Canelli, che tiene sotto terra le sue cantine più belle. Basta.

i · Il coloreIl rosso viene dopo la vendemmia

La vendemmia qui parte ad agosto, con il Moscato, e si chiude a settembre: chi arriva a vendemmia in corso trova le cantine occupate e i filari con l’uva. Il paesaggio che vale il viaggio arriva dopo: le foglie della Barbera virano al rosso e al rame, quelle del Moscato al giallo, e per due o tre settimane le colline sono a strisce. Poi, in una notte di vento, le foglie sono a terra e resta il disegno nudo dei filari, che è un altro spettacolo e dura fino alla potatura. La nebbia del mattino sta nelle valli e lascia scoperte le creste: dalle strade alte fra Nizza, Vinchio e Vaglio Serra si guarda dall’alto.

Queste colline sono dentro il sito UNESCO «I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato», iscritto nel 2014. Il sito ha sei componenti e due sono qui: «Nizza Monferrato e il Barbera» e «Canelli e l’Asti Spumante». Non è una targa: è il motivo per cui i filari tengono ancora le forme di un secolo fa e non ci sono capannoni in cresta.

Quando

Un giorno feriale fra la fine di ottobre e la metà di novembre. Il colore non ha data fissa: dipende dalle prime notti fredde. Se si può scegliere la settimana all’ultimo, si sceglie quella dopo la prima gelata.

ii · Il vinoNizza: una Barbera che ha smesso di chiedere permesso

Il Nizza è una denominazione giovane con una storia lunga. Fino al 2014 era una sottozona della Barbera d’Asti Superiore; dal 2014 è una DOCG a sé, Barbera al cento per cento, con un affinamento minimo di diciotto mesi (trenta per la Riserva). È il tentativo, riuscito, di dire che la Barbera di queste colline non è il vino da tavola della Bassa ma un rosso da tenere in cantina qualche anno. In enoteca a Nizza si trova la produzione di decine di cantine piccole; conviene chiedere due bottiglie di due colline diverse e berle a distanza di un mese, a casa, con calma. È il modo di continuare il viaggio dopo il viaggio.

iii · La tavolaLe Due Lanterne, e non è pubblicità

A Nizza si mangia da Le Due Lanterne. Lo dico perché ci sono stato e ci torno, non perché qualcuno me lo abbia chiesto: nessun rapporto commerciale, nessuno sconto, nessun invito. È una trattoria di paese che sta nella Guida Michelin e che fa la cucina piemontese senza spiegarla: agnolotti del plin, carne cruda battuta al coltello, un bollito d’inverno, la finanziera per chi ha il coraggio, e la carta dei vini che è un catalogo del Nizza. Si prenota, perché il martedì di novembre è il giorno in cui ci vanno quelli del posto. Ci si siede a mezzogiorno e mezzo e ci si alza alle tre: è il ritmo giusto, e il pomeriggio è ancora lungo.

iv · Sotto terraCanelli: le cantine che chiamano cattedrali

Canelli è a un quarto d’ora. Sotto il paese corrono le gallerie scavate nel tufo dove per un secolo e mezzo si è fatto lo spumante italiano: le chiamano Cattedrali Sotterranee, e sono la seconda componente UNESCO di questa giornata. Due si visitano bene e su prenotazione: Contratto, fondata nel 1867, in via Giuliani, e Coppo, dal 1892, in via Alba. La visita dura circa un’ora, si fa con una giacca perché sotto fa fresco anche in estate, e finisce con un calice. Prenotare prima, per telefono o dal sito della cantina: il feriale di novembre è il giorno in cui la visita è per pochi, ed è il motivo per cui si va di martedì.

Tav. I · la giornataun martedì di novembre
9:30Le collineVinchio, Vaglio Serra 12:30Nizza, a tavolaLe Due Lanterne 16:00Canelli, sotto terraContratto o Coppo 17:30Il ritornocon due bottiglie
Quattro tappe, nessuna coda. Il feriale è la condizione: di sabato le stesse quattro cose costano il doppio del tempo.

v · Il tempoPerché un martedì

Tutto quello che c’è scritto sopra si può fare di sabato. Costa il doppio del tempo e rende la metà. Il feriale è la condizione dell’andare piano, e il feriale libero è la cosa che chi lavora in proprio dice di non avere. In realtà lo ha: il martedì di novembre in cui nessuno chiama è solo il martedì in cui il telefono lo tiene qualcun altro, e l’agenda è stata svuotata la settimana prima. Il Monferrato non chiede molto. Chiede una giornata intera, e che sia tua.

Regge

  • Un feriale, un paese, quattro tappe. Non di più.
  • Prenotare la tavola e la cantina: il feriale è vuoto solo se lo si prende per tempo.
  • Due bottiglie di due colline, da bere a casa a un mese di distanza.
  • La giacca per le cantine e le scarpe per le strade alte.

Va fermato

  • Il sabato di ottobre delle sagre: fila, pullman, piatti di plastica.
  • Cinque cantine in un giorno: se ne ricorda una.
  • Arrivare ad agosto o settembre per la vendemmia: le cantine lavorano, il colore non c’è ancora.
  • Il telefono acceso al tavolo.

Scheda pratica

DoveNizza Monferrato (AT) e Canelli (AT), Piemonte. Da Brescia circa due ore e mezza d’auto; da Modena circa tre.
QuandoFeriale fra fine ottobre e metà novembre, dopo la prima gelata; il colore non ha data fissa.
UNESCOPaesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, 2014. Componenti qui: Nizza Monferrato e il Barbera; Canelli e l’Asti Spumante.
Il vinoNizza DOCG (dal 2014, prima sottozona della Barbera d’Asti Superiore): Barbera 100%, affinamento minimo 18 mesi, Riserva 30.
La tavolaLe Due Lanterne, Nizza Monferrato, in Guida Michelin. Prenotare. Nessun rapporto commerciale con l’autore.
Le cantineContratto (1867), via G.B. Giuliani 56, Canelli, visite su prenotazione (visit.contratto.it). Coppo (1892), via Alba 68, Canelli, visite tutti i giorni solo su prenotazione (visit.coppo.com).
Cosa portareUna giacca per le gallerie, scarpe da strada bianca, una scatola per le bottiglie.
Fonti principali UNESCO World Heritage Centre, «Vineyard Landscape of Piedmont: Langhe-Roero and Monferrato», iscrizione 2014 · Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato: elenco delle sei componenti. · Disciplinare Nizza DOCG (riconoscimento 2014, decreto MiPAAF 19.11.2014): Barbera 100%, affinamento 18 mesi, Riserva 30. · Contratto, Canelli e Coppo, Canelli: anni di fondazione, indirizzi e modalità di visita dai siti delle cantine (letti a settembre 2026). · Le Due Lanterne: presenza nella Guida Michelin verificata sulla guida online a settembre 2026; il giudizio sulla cucina è dell’autore, senza rapporti commerciali. Le indicazioni sul colore delle foglie e sulla nebbia sono osservazioni dell’autore, non dati misurati.